La relazione come esperienza vissuta tra corporeità e prossemicità
DOI:
https://doi.org/10.15160/2038-1034/12265Parole chiave:
genere, performatività di genere, patriarcato, educazione, formazioneAbstract
Il contributo analizza il problema della formazione a partire dalla performatività di genere sviluppata dalla filosofa statunitense Judith Butler, nel solco del pensiero post-strutturalista e postmoderno. Questo originale approccio alle questioni di genere e sul genere permette di svelare sia i condizionamenti di un pensiero patriarcale ancora fortemente diffuso sia le derive di un presunto neutro universale (dando nuovo impulso alle riflessioni femministe e riconoscendone il portato politico-culturale nel dibattito contemporaneo). Ha, inoltre, introdotto nuovi interessanti concetti generativi in merito a una critica radicale dei processi di inculturazione, in direzione di un’etica non violenta e inclusiva nei confronti delle differenze e delle minoranze ancora senza voce o misconosciute. In questo punto di intersezione risiede il contributo critico-costruttivo per una formazione intesa sia come strumento emancipativo, sia come risorsa trans-formativa sul piano etico e politico.